Ricordando Pedro a Trieste

 

Ieri mattina una decina di compagni e compagne ha ricordato l'omicidio del militante comunista Pietro Greco "Pedro", presso il civico 39 di Via Giulia a Trieste ove fu ammazzato dai sicari dello stato borghese 29 anni fa, il 9 marzo del 1985. Sono stati affissi dei manifesti e appesi dei fiori (testo e foto sono in allegato). 

 

Qui sotto in allegato il resoconto dell'iniziativa di ricordo dal sito infoaction 

 

http://info-action.net/index.php?option=com_content&view=article&id=2369:per-non-dimenticare-lomidicio-di-pedro&catid=70:informazione

 

In allegato anche il volantino del Collettivo Tazebao. 

 

Nel 2015 ricorreranno 30 anni da questo omicidio di stato e, rivolgendoci anche a tutte le realtà del movimento di classe e contro la repressione, riteniamo sarebbe giusto e necessario mobilitarci per ricordare Pedro con più forza, non solo a livello locale di Trieste.  

 

Pedro vive nella lotta, come tutte le compagne e compagni caduti sul sentiero del comunismo!

 

saluti a pugno chiuso

 

 

 

PEDRO VIVE!

Il 9 MARZO DEL 1985 DAVANTI A QUESTO PORTONE

CADDE ASSASSINATO IL MILITANTE COMUNISTA

PIETRO GRECO "PEDRO".

AD UCCIDERLO, CRIVELLANDOLO DI PROIETTILI,

FURONO QUATTRO SICARI DI STATO: NUNZIO

MAURIZIO ROMANO DEL SISDE (SERVIZI SEGRETI)

E GIUSEPPE GUIDI, MAURIZIO BENSA E MARIO

PASSANISI DELLA DIGOS DI TRIESTE.

LO HANNO VOLUTO UCCIDERE PER CHIUDERE I

CONTI CON LA LOTTA DI CLASSE CHE PEDRO HA

PRATICATO DURANTE TUTTA LA SUA VITA.

MA QUALSIASI SIA LA VIOLENZA CHE I PADRONI E

IL LORO STATO ESERCITANO, LA LOTTA DI CLASSE

NON POTRA' ESSERE ESTIRPATA PERCHE' SORGE

DALLA CONDIZIONE DI SFRUTTAMENTO E

OPPRESSIONE CHE IL CAPITALISMO DETERMINA

PER I LAVORATORI E LE MASSE POPOLARI.

LADDOVE ESSI LOTTANO E SI RIBELLANO, PEDRO

VIVE!

LADDOVE SI PONE LO SGUARDO E SI PROTENDONO

LE MANI VERSO L'ABBATTIMENTO DEL

CAPITALISMO E PER IL COMUNISMO, PEDRO VIVE!

I compagni e le compagne di Trieste

 

 

 







 

 

 

 

 

 




 

 

 

 

 







 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






 9 marzo 1985

9 marzo 2014

PEDRO VIVE

Tutti devono morire, ma non tutte le morti hanno

uguale valore. Un antic"o scrittore cinese, Szuma

Chien, disse: Tutti gli uomini muoiono, ma la

morte di alcuni ha più peso del Monte Tai, e la

morte di altri è più leggera di una piuma". La

morte di chi si sacrifica per gli interessi del

popolo ha più peso del Monte Tai, ma la morte di

chi serve i fascisti, di chi serve gli sfruttatori e gli

oppressori, è più leggera di una piuma

 

Mao Tse Tung

 

 

 

 

 

 

Il 9 marzo del 1985, il compagno Pietro Greco

“Pedro” viene assassinato da sicari del Sisde e

della Digos a Trieste, in via Giulia, crivellato di colpi

in una vera e propria esecuzione sotto casa.

Strenuo militante comunista, attivo nelle lotte

proletarie a Padova, aveva dovuto riparare a Trieste

per sottrarsi a mandato di arresto per reato

associativo.

 

29 anni fa, il compagno Pietro Greco “Pedro” veniva assassinato a Trieste dai boia dello stato borghese Nunzio Maurizio Romano, del Sisde, Maurizio Bensa, Mario Passanisi e Giuseppe Guidi, della Digos di Trieste.

Il suo omicidio, evidentemente pianificato, rappresentava per la classe dominante il sancire la chiusura di un'epoca, iniziata alla fine degli sessanta, caratterizzata dalla lotta di classe, in termini di conflittualità del proletariato e di sviluppo della prospettiva rivoluzionaria.

Quella stessa borghesia che allora uccideva, oggi blatera, per mezzo dei suoi rappresentanti politici e culturali, di “pacificazione nazionale” rispetto a quelli che, demonizzandoli, essa definisce “anni di piombo”.

Dopo aver attaccato la memoria della lotta partigiana, oggi si attacca la memoria dell'altra grande fase di lotte che ha spaventato la classe dominante.

La verità è che la lotta di classe non è mai finita ed è per questo che il patrimonio delle lotte passate viene attaccato affinchè non sia messo in campo nel presente dalle classi oppresse. Il capitalismo produce ogni giorno le condizioni per ribellarvisi, per la sua messa in discussione e il suo superamento. Nelle fabbriche, in tutti i luoghi di lavoro, nella scuola, nelle università, nei quartieri, nei territori, nelle carceri: la lotta, ora tenue ora più forte, non è mai cessata ed è destinata a rafforzarsi con le contraddizioni determinate dell'aggravamento della crisi. E lo stato e il sistema uccide oggi come uccise allora, armando la mano dei fascisti, dei servi in divisa, con il carcere, con i tribunali che condannano per “reato associativo”: Ce lo dice il sangue dei nostri compagni/e caduti oggi: Luigi, Diana, Khaled, Dax, Mario, Carlo...La repressione borghese non è tornata indietro dalla “caccia alla streghe” che assassinò Pedro, così come dal ventennio mussoliniano, anzi si è affinata e inferocita nel suo scagliarsi contro tutti coloro che si frappongono agli interessi capitalistici, oggi in primis la lotta contro il Tav.

 

ED E' NELLE LOTTE DI OGGI CHE PEDRO VIVE!

NIENTE RESTERA' IMPUNITO! LA LOTTA DI CLASSE

FARA' GIUSTIZIA DI QUESTO SISTEMA DI SFRUTTAMENTO E OPPRESSIONE!

CONTINUEREMO FINO ALLA VITTORIA IL CAMMINO DI PEDRO E DI TUTTI GLI ALTRI COMPAGNI E

COMPAGNE CADUTE SUL SENTIERO DELLA LOTTA DI CLASSE E DEL COMUNISMO!

 

COLLETTIVO TAZEBAO – PER LA PROPAGANDA COMUNISTA

collettivo.tazebao@gmail.com